La nascita del nome del Gruppo

 
 
Tutto ha inizio dal dopo terremoto del 6 Aprile 2009. Ognuno di noi in quelle ore di disagio, di dolore comunicava e manteneva contatti con famigliari ed amici con metodi veloci quali  gli SMS.
Cesare Ianni, cittadino Aquilano, iniziò con frequenza giornaliera ad inviare la sensazione del giorno al suo amico Angelo De Nicola sfollato sulla costa. Anche altri amici si affidavano ad un SMS. Un gesto di resistenza, un gesto apotropaico contro il maledetto terremoto. Un gesto che ha portato a Jemo ‘nnanzi Gruppo Aquilano di Azione Civica di oggi.
 
 
Dal libro  “Il nostro terremoto” – ed. ONE GROUP di Angelo De Nicola
19 aprile 2009

Arriva, puntuale, l’sms serale di Cesare: «Ci sono cose che ci hanno cambiato la vita… non solamente in peggio. P.S. La mia “cantina” in piazza Sant’Amico è salva! Jemo ‘nnanzi».

20 aprile 2009
Sms serale di Cesare: “Domenica, dì di festa. Mario, il nostro pescatore/bagnino di Montesilvano mi regala due seppie vive: subito organizziamo gli spaghetti “al nero”. Peppe mi invita a partecipare alla messa degli sfollati. Con Ezio prendiamo il caffè al bar. Con Stefano andiamo a prendere una birra da Arrigo. Mi chiama Amedeo, a cena da lui a Silvi: grigliata mista! Gli aquilani, benchè sfollati non si abbattono e non si isolano! Jemo ‘nnanzi”.

21 aprile 2009
Sms serale di Cesare: “Ju boss” è ancora in piedi! Jemo ‘nnanzi.

22 aprile 2009
Mi consolo con l’sms serale di Cesare: «Buone notizie! Tonino, proprietario di una casa di impianto trecentesco a trenta metri dall’hotel Duca degli Abruzzi crollato, ci comunica: “Quatrà finalmente ju terremotu è finito, a casa me so tornati ji jatti”. Jemo ‘nnanzi».

23 aprile 2009
Sms serale di Cesare: «“Torrò”, determinato a tornare, sin dal giorno dopo il sisma sta progettando una casa di legno da realizzare su un terreno a Lucoli. Ieri mattina, facendo un sopralluogo, vi ha trovato due cervi. Jemo ‘nnanzi». 

24 aprile 2009
L’sms serale di Cesare: “Sono appena ripartito dall’Aquila, dove ho incontrato tanti amici, altri ne vado ad incontrare sulla costa. Mi fermo sotto la maestosità del nostro Gran Sasso e mi sovviene che proprio oggi, dalle Poste di Teramo, ho effettuato il pagamento di una cartolina acquista su ebay prima del sisma. Ritrae Isa Pola, notissima attrice degli anni Trenta, mentre scia a Campo Imperatore. Un altro pezzo della nostra storia che va ad arricchire il futuro museo sulla nostra montagna. Jemo ‘nnanzi!”

25 aprile 2009
E Cesare? Puntuale, il suo sms serale: «Sono stato nel quartiere di San Pietro, la “piccola Dreda”; alla base della fontana, di fronte alla chiesa, è nato un fiore selvaggio! Jemo ‘nnanzi».

26 aprile 2009
Sms serale di Cesare: “Iacopo è tornato a scuola, a Padova (per ora). La madre gli ha comprato due quaderni: la copertina di uno aveva la foto di un orso, l’altra la foto di un’aquila. Quando lui ha visto l’aquila, si è rattristato dicendo che quella foto gli ricordava la sua città distrutta. Stai tranquillo, figlio mio, la nostra città la faremo risorgere più bella e più forte di prima. Jemo ‘nnanzi”.

27 Aprile 2009
L’sms serale di Cesare è sempre una boccata di ottimismo: «Si moltiplicano sui muri della nostra città manifesti e scritte quali “non molleremo mai”, “L’Aquila risorgerà”, ecc. Non mi risulta che in altre disastrose situazioni simili alla nostra, vi siano state simili manifestazioni! I nostri concittadini stanno dimostrando una dignità, una fermezza ed una fierezza inaspettate. Ed io, che prima del 6 aprile li consideravo ormai rassegnati ad un lento decadimento… Jemo ‘nnanzi».

28 aprile 2009
Non manca, ovviamente, l’sms serale di Cesare: “Alcide ci comunica una notizia bellissima: è in arrivo una nuova vita! E’ il nostro immediato futuro che fruirà della nuova Grande Aquila. Jemo ‘nnanzi”.

29 aprile 2009
Sms serale di Cesare: “La chiesa di Gignano non esiste più! Lesionata dal sisma è stata definitivamente abbattuta. Tra le macerie, a fianco delle residue pietre dell’altare, una stampa raffigurante il Cristo sofferente sotto la croce, sul Golgota. Signore, continua a darci la forza. Jemo ‘nnanzi”.

30 aprile 2009
Meno male che c’è Cesare e il suo sms serale: «Giro il messaggio che mi ha inviato Mauro: “Alle 00,35 del 29 aprile è nata Ginevra, la mia prima nipote aquilana di Silvi. Speranza e simbolo di rinascita della famiglia di tutti gli amici e dell’Aquila bbella me”. Jemo ‘nnanzi».

1 maggio 2009
Sms serale di Cesare: “Mio fratello Stefano è andato all’Aquila a tenere lezione all’Accademia di Belle Arti. Erano presenti 15 allievi, determinatissimi a continuare l’attività di studio. Mai come ora è di massima importanza tenere in vita ed alimentare la fiamma della cultura e dell’arte. Jemo ‘nnanzi”.

3 maggio 2009
Mo ve la jico: ju tarramutu se reconosce pe quantu trojajo fa:
1. Essiju;
2. bottarella;
3. bella botta;
4. sileppa;
5. slenghera;
6. saraga;
7. petenga;
8. ‘ngulallazia.
E quando le sete passate tutte come nojatri ve potete presentà a fa ji esperti… media intensità! Ma jeteaffangulo”.
Stavolta sono stato io a mandarlo, come messaggio serale, a Cesare.

5 maggio 2009
Anche l’sms serale di Cesare ha preso spunto dal componimento: «La simpatica poesia in vernacolo pubblicata ieri, utile anch’essa ad esorcizzare il terremoto ed a guardare con speranza, fiducia e forza al futuro, confesso che mi ha fatto uscire le lacrime dallo rie! Ciò mi ha fatto tornare in mente l’incontro con Gianluca sul ponte di Santa Apollonia su via XX Settembre la mattina dopo il sisma. Egli, carico di borse come un asino, mi buttò le braccia al collo esclamando: “Oddio me, che gl’è successu all’Aquila nostra, s’è distrutto tutto! Angiulinu s’è rotta la coccia e non capisce chiù ‘gnente!”. Per dirla con la saggezza del popolo, “Lo magnà era poco, ma lo rie…” Jemo ‘nnanzi».

6 maggio 2009
Cesare resta ottimista nel suo sms serale: «Stamattina, in centro ad Avezzano, ho incontrato con grandissimo piacere don Franco (il “don” gli è dovuto per lo stile schiettamente aquilano che da sempre lo contraddistingue e per la venerenda età, splendidamente portata). Cultore della nostra storia e delle nostre tradizioni, è uno dei maggiori collezionisti di cartoline d’epoca della nostra città. Mi sono immediatamente informato sulla collezione: è salva! Mai come ora queste testimonianze sono importanti! Immagino già il titolo di un prossimo libro: “L’Aquila de na ote… de na ote”. Jemo ‘nnanzi».

7 maggio 2009
Sms serale di Cesare: “Gli aquilani (purtroppo pochissimi) che hanno qualche locale ‘agibile’ si sono trasformati in mini ristoranti, accogliendo non solo parenti ma anche amici e conoscenti a pranzo ed a cena. E’ il caso di Fiorella, di squisita ospitalità, con una media di 10-15 presenze a pasto. Il prezzo è modico: un abbraccio quando si entra ed uno quando si esce! Jemo ‘nnanzi”.

8 maggio 2009
La voce dell’importante “recupero” s’è subito sparsa. Tanto che Cesare, nel suo sms serale, mi sfotte: “Mi ha detto Gianluca che Angiulino ha recuperato tre mobili… Pure gli sci ma gli scarponi no. Jemo ‘nnanzi”.

9 maggio 2009
In una casa piena di migliaia di oggetti e di testimonianze, è arduo scegliere cosa portare via nei pochi minuti concessi dal blitz con i vigili del fuoco. Mi sono sembrati di buon auspicio quale viatico per la ricostruzione della Grande Aquila! Ho preso la pianta del Lauro (la prima, quella del 1600), il libro del Franchi (con tutte le cartine) e l’ex libris di Adelchi (“Mia guida il sole”). Jemo ‘nnanzi.

10 maggio 2009
Raduno a Silvi a casa di Claudia e Amedeo, Marta e Lallo, Marcella e Alcide e tutti i figli. Menù: pasta al sugo di “pelose”, prelibatissimi granchi che ho pescato stamattina sugli scogli di Montesilvano. Siamo sulla costa, facciamo di necessità virtù. Per l’orto di guerra ci stiamo attrezzando! Jemo ‘nnanzi

11 maggio 2009
Ti invio l’sms di Gianluca: “Verifica a casa Beffi: inagibile. Jemo ‘nnanzi!” Case inagibili, morale alto! Jemo ‘nnanzi.

12 maggio 2009
L’amico Gianluca mi informa che un numero sempre maggiore di “aquilani” si sta determinando a trasferirsi definitivamente sulla costa. Chi vuole andarsene se ne vada, per risorgere abbiamo bisogno di gente determinata e decisa! Sarà una selezione naturale. Boia chi molla! Jemo ‘nnanzi.

13 maggio 2009
Mariapaola e Luigi sono tornati nella loro casa all’Aquila! Lentamente ma tenacemente gli aquilani sfollati cominciano a riprendersi la città’, non sopportandone ulteriormente il distacco, costituendo ed alimentando quella linfa vitale che sarà l’anima della ricostruzione e senza la quale non riavremmo L’Aquila bensì una quinta teatrale, splendida, perfetta ma finta! Jemo ‘nnanzi.

14 maggio 2009
Cena con gli amici di Pescara al ristorante di Franco e Laila a Spoltore, amici pescaresi. chiediamo a Daysi, la cameriera “storica” e molto professionale, cosa c’é per dolce, “Abbiamo le crepes”. No, grazie! Jemo ‘nnanzi.

15 maggio 2009
Striscione appeso a Strinella 88: “TerremoTosto!”.

16 maggio 2009
Il termine “sfollato” non mi piace, preferisco “momentaneamente trasferito”, abbreviato mt! Oggi sono stato a pranzo con Guglielmo, mt a Roseto, ed Enzo, soprannominato “Bertolaso” in quanto, partendo da Pescara, alle 5,00 la notte del sisma era già all’Aquila a portare aiuto; Peppe, mt a Montesilvano, mi ha telefonato per organizzare una camminata sul Gran Sasso domenica; Paolo, mt a Roseto, mi chiama per parlare dei problemi del centro storico; Gianluca, mt a Roccaraso; Mauro, mt a Silvi; Marcello, mt a Pineto, mi ricordano l’appuntamento per le verifiche di agibilità; con Angelo (Cocciaro’), mt a Francavilla, prendiamo un gelato serale! Gli aquilani, mt ovunque, non si perdono! Jemo ‘nnanzi 

17 maggio 2009
Alla ricerca di un futuro senza il male! Proprio come noi, alla ricerca della nostra identità, nella volontà della ricostruzione, per risorgere dal male. “Su, andiamo avanti” fa dire Tolkien a Gandalf nel proprio romanzo, a sprone della Compagnia inseguita dagli orchi nelle viscere oscure della montagna. Solo che, nel nostro romanzo, diciamo “Jemo ‘nnanzi”!