I Quarti e la peste del 1656

Tra le varie e continue pestilenze che hanno afflitto la nostra città, si ricordano quelle del 1348, del 1363, del 1503 e del 1656…

Siamo nel 1656 e la peste continua a mietere vittime. Non se ne conoscono le cause e men che meno le cure. A Napoli muore oltre il 50% della popolazione perché quelli delle ville intorno alla capitale pensano bene di essere più sicuri in città, elevandone la densità abitativa e le possibilità di contagio.
Ad Aquila il Governatore dispone diversamente: ordinando che ciascun quarto abbia il proprio orario per uscire di casa, frazionando l’utilizzo degli spazi comuni da parte della popolazione.
Qui di seguito parte del “Bando e regolamento per la quarantena” dal volume “la città dell’Aquila nella grande peste del 1656” di Luigi Lopez

Li Cittadini. et habitanti nel quartiero di Santa Maria debbiano uscire la matina delle undeci hore, e retirarsi alle dodìci hore nelle loro Case,  et acciò nesuno possa scusarsi di non haver inteso l’orologgio, s’è ordinato, che quando saranno l’undeci hore si soni la Campana grande di Santa Mana di Paganica, al tocco della quale potrà ogn’Uno à chi sarà state consignata le sopranominata bolletta in stampa uscire, e che quando saranno le dudecì hore simìlmente e al sono di detta Campana debbia ciascheduno retirarsi in sua Casa, dichiarandomo, che li quattro quartieri non s’Intendano conforme alla divisione fatta dalla Città, mà conforme all’habitazione.

Li Cittadini. et habitanti nel quartiero di San Giorgio debbiano uscire la matina delle dudeci hore, e retirarsi alle tredìci hore nelle loro Case, et acciò nesuno possa scusarsi di non haver Inteso l’orologgio, s’è ordinato, che quando saranno le dodeci hore si soni la Campana grande di Santa Giusta, al tocco della quale potrà ogn’Uno à chi sarà state consignata le sopranominata bolletta in stampa uscire, e che quando saranno le tredicì hore simìlmente e al sono di detta Campana debbia ciascheduno retirarsi in sua Casa.

Li Cittadini. et habitanti nel quartiero di San Pietro debbiano uscire la sera dalle vint’Uno hore, e retirarsi alle Vintidue hore nelle loro Case, et acciò nesuno possa scusarsi di non haver Inteso l’orologgio, s’è ordinato, che quando saranno le vint’Uno hore si soni la Campana grande di San Pietro di Coppito, al tocco della quale potrà ogn’Uno à chi sarà state consignata le sopranominata bolletta in stampa uscire, e che quando saranno le vintidue hore simìlmente e al sono di detta Campana, debbia ciascheduno retirarsi in sua Casa.

Li Cittadini. et habitanti nel quartiero di San Giovanni debbiano uscire la sera dalle vintidue hore, e retirarsi alle Vintitrè hore nelle loro Case, et acciò nesuno possa scusarsi di non haver Inteso l’orologgio, s’è ordinato, che quando saranno le vintuno hore si soni la Campana grande di Santo Martiano, al tocco della quale potrà ogn’Uno à chi sarà state consignata le sopranominata bolletta in stampa uscire, e che quando saranno le vinti trè hore, similmente e al sono di detta Campana, debbia ciascheduno retirarsi in sua Casa.

Et acciò da ogn’Uno, si possa far la provvista delle Cose necessarie al vitto ordinamo à tutte quelle persone, che vendono Vino, fornari, et à tutti Bottegari, li quali tengono à vendere robbe Commestibili, sotto pena di quattro butti di corda ha (sic) eseguirsi inremisibilmente, debbiano nelle sudette due ore la Matina, e due hore la Sera stabilite alle sopradette genti per l’effetto predetto, tener aperte le loro cantine, forni, e Botteghe

F.to  Il Duca de Laurito. Zapata, Galassus, vìdit Fiscus, P. de Petro secretarius

Alla fine “il mal di contagio” si porterà via il 38% degli aquilani.

Sandro Zecca