Quarti e locali

Nel 1272 il capitano Lucchesino Aleta da Firenze dà inizio all’impianto dei quarti, che non è solo una delimitazione del territorio cittadino ma ha anche il fine di rendere più efficiente la vita di una comunità complessa e non sempre concorde.

La divisione in quarti si estende poi sul territorio, il comitatus, le cui ville (extra moenia) corrispondono al territorio interno (intus) della città, sia geograficamente che di nome, ognuna in un proprio “locale”, sottozona dello stesso quarto.

Questa coincidenza di nomi ha creato non pochi problemi nell’interpretazione dei toponimi, è stato spesso difficile distinguere se il nome di una località si riferisse alla villa originale fuori città o al suo locale interno. Ad esempio Buccio di Ranallo scrisse, a proposito della visita di Re Ludovico in città nel 1347, che “Re Ludovico andò a Bagno in compagnia di una prostituta”. Bagno in questo caso è il locale di Bagno all’interno della città: li si trovava la Malacucina, viuzza piena di taverne di basso livello e di case di tolleranza. Sempre Buccio racconta che Lalle Camponeschi “rientrò (in città) da Intempera”, locale di Aragno e Tempera dove fino al 1534 si trovava la porta di Paganica.
Omonimie soprattutto per le chiese: praticamente tutte portavano lo stesso nome di quelle presenti nei paesi di provenienza dei primi aquilani. Sempre dalla Cronica di Buccio di Ranallo:

In quello anno medesimo Poppletani trattaro
Pace e parentezze, e tanto se menaro,
Che misser Ser Lalle, e Nanni favellaro,
Ad Santa Croce de Lucculo in boca se basciaro.

E si, c’era la chiesa di Santa Croce sia a Lucoli che nel suo locale intus.

Per capire che si tratta della chiesa “extra” interviene Antinori spiegandoci nelle note che “missere” (Bonagiunta) non si trovava in città.

E poi ci sono loro, gli Aquilani. Antonio di Buccio di San Vittorino e Boezio di Rainaldo de Poppleto, dove sono nati esattamente?

E’ Alessandro De Ritiis che in una sua trascrizione della Cronica di Buccio ci dà l’ultima  indicazione:  Boezio di Rainaldo de Popleto de Aquila.
Buccio di Ranallo è nato ad Aquila nel locale di Coppito, vissuto e probabilmente morto nel 1363 in quella casa che nel ventesimo secolo fu irrispettosamente spostata da via Sassa – Quarto di San Pietro, in via Accursio – Quarto di Santa Maria.

Sandro Zecca